Il colloquio di lavoro con l’organizzazione: atteggiamento da adottare durante l’incontro

pubblicato sabato 8 marzo 2008 da Gianni Solfrini

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Quando si incontra l’azienda nonprofit come candidato ad una posizione di lavoro, bisogna ricordare di non presentarsi come persona disposta a tutto (purchè si possa ricevere uno stipendio). Non bisogna svendersi. Certo, soprattutto per il giovane alla ricerca del primo impiego o per il disoccupato di lungo periodo, è difficile non cadere nella tentazione di accettare qualsiasi tipo di mansione. Tuttavia, ci si deve ricordare di essere a colloquio per offrire qualcosa, delle competenze.

Il datore di lavoro apprezza sempre il candidato che esprime preferenze per ambiti di impiego e non apprezza mai il candidato disposto a tutto (per non rischiare di rimanere fuori dall’azienda). “A me va bene tutto!” non paga mai.

Se è importante mostrarsi con obiettivi professionali chiari, altrettanto rilevante è non criticare pesantemente ex datori di lavoro, ex clienti e fornitori, ex colleghi: additare persone dei propri passati ambienti di lavoro può far presumere che si adotterà lo stesso tipo di comportamento anche in futuro.

E’ sempre utile esporre i lati positivi dei propri difetti, non mentire e non parlare mai di soldi (sempre che non sia ormai chiaro di aver ricevuto la proposta), ma può invece provocare perplessità nell’intervistatore il tentativo di modifica del proprio stile di comunicazione non verbale da parte del candidato.

Meglio essere aperti al dialogo, al confronto, mostrare entusiasmo…ma rimanendo se stessi!

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