Che lavoro fa e dove?
Faccio parte dell’ufficio raccolta fondi di “SOS – Il Telefono Azzurro ONLUS”. Mi occupo principalmente di due cose: collaboro all’organizzazione di campagne nazionali e sono responsabile del coordinamento, a livello nazionale, dell’implementazione del fundraising locale.
La sede dell’ufficio raccolta fondi di Telefono Azzurro è a Bologna.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
Avere la possibilità di mettermi alla prova. Per ogni cosa che faccio posso sempre confrontarmi con professionisti di alto livello che lavorano in Telefono Azzurro da tanto tempo e quindi possono consigliarmi su come implementare al meglio le mie azioni.
Cosa le piace meno del suo lavoro?
Bella domanda, sono qui da poco e non posso certo lamentarmi. Ho trovato fin da subito un ambiente costruttivo e stimolante. Forse potrei risponderle.. la difficoltà, talvolta, a far coincidere gli obiettivi delle diverse aree operative.
Mi può raccontare la sua storia professionale e come è arrivato all’attuale posizione di lavoro?
Ho cominciato il mio percorso nel fundraising con alcune esperienze di consulenza, anche in collaborazione con Centrale Etica. Ad un certo punto, però, mi sono reso conto che per sentirmi completo avrei dovuto conoscere il mondo delle associazioni dal loro interno. Così, dopo il corso di Alta Formazione e il Master in “Fundraising e Responsabilità sociale”, ho deciso di dedicarmi al fundraising per l’“Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII” (quella fondata da Don Oreste Benzi). Dopo un anno intenso, eccomi oggi a Telefono Azzurro.
Che qualità personali e che carattere bisogna possedere per svolgere la sua professione?
Penso che l’elemento necessario sia la voglia e la determinatezza nel mettersi sempre in discussione. Senza di questo si diventa “vecchi” in fretta. Ogni giorno nascono nuove strategie e nuove idee per la raccolta fondi e se non si vuole rimanere indietro è necessario continuare ad aggiornarsi e a rimanere in contatto con i colleghi delle altre associazioni.
Riguardo le qualità personali, penso sia importante una buona attitudine alla comunicazione, al rapporto con la tecnologia (sempre più necessaria) e, soprattutto, la capacità di lavorare in team.
Che consigli darebbe ad una persona che vuole svolgere la sua professione?
Gli direi che fare un master come quello di Forlì è necessario per acquisire le competenze per potersi mettersi in gioco (tra l’altro hanno un efficientissimo sistema di placement) e poi, per la professione, di non smettere mai di pensare. Nel momento in cui il lavoro diventa manierismo, sei finito.

