Passione, tanto studio e prontezza nell’agguantare l’opportunità professionale: ecco i consigli di Federica Ferrario.
Che lavoro fa e dove?
Sono la Responsabile della campagna contro gli OGM per Greenpeace Italia. La sede di lavoro è a Roma, presso l’ufficio nazionale. Mi occupo di tutti gli aspetti della campagna, dai rapporti con il mondo politico, il mercato, il mondo scientifico e, quando serve, fino ad azioni di denuncia non violente nel classico stile Greenpeace.
Cose le piace di più del suo lavoro?
Senza dubbio l’indipendenza assoluta di Greenpeace, che non accetta finanziamenti ne’ da aziende ne’ da enti pubblici, ma è finanziata esclusivamente da privati cittadini. Questo mi permette di agire senza ostacoli dritta nel cuore dei problemi, quindi in modo concreto. Certo, questo è anche il motivo che rende Greenpeace particolarmente “scomoda” a diverse entità (sia del mercato che politiche).
Cosa le piace meno del suo lavoro?
Dal punto di vista personale a volte è un po’ frustrante accettare che non ci si può occupare “di tutto”, ma visto le risorse a disposizione bisogna sempre valutare con attenzione e stare concentrati sugli aspetti prioritari della campagna.
Mi può raccontare la sua storia professionale e come è arrivata all’attuale posizione di lavoro?
Ho seguito un percorso lavorativo particolare. Per molto tempo le attività con Greenpeace erano per me solo un’occupazione di volontariato. Per molto tempo, lavorativamente parlando, mi sono occupata di gestione dei rifiuti e raccolta differenziata (e di progetti di educazione ambientale), poi mi è stata offerta la possibilità di collaborare direttamente con l’associazione per la gestione di un progetto (sempre sul tema OGM per il quale sono sempre stata molto interessata), e in seguito ho accettato il ruolo che ricopro attualmente. Non ero in cerca di un lavoro in una Ong, mi ci sono ritrovata appassionandomi a quello che in principio era esclusivamente un impegno “sociale” e una passione per il mio tempo libero.
Che qualità personali e che carattere bisogna possedere per svolgere la sua professione?
Sicuramente una grande passione. Il lavoro da fare è molto e spesso da gestire in situazioni di conflitto con soggetti diversi. Inoltre è condizione necessaria essere più che precisi e puntuali sulle denunce e informazioni diffuse. Non possiamo permetterci errori in questo senso, altrimenti si perderebbe credibilità.
Che consigli darebbe ad una persona che vuole svolgere la sua professione?
Passione, pazienza e tanto “olio di gomito”. Il settore del non profit in Italia, specie in campo ambientale, è ancora agli albori rispetto ad altri paesi europei, e quindi è più difficile accedervi. Bisogna buttarsi e farsi conoscere direttamente (anche attraverso stage). Studiare molto, tenersi aggiornati dal punto di vista scientifico, e essere pronti ad agguantare una possibilità.


domenica 11 maggio 2008 alle 16:33
Mi chiamo Marilena Magliocchetti e a seguito del Master in Fundraising e responsabilità sociale dell’Università di Bologna ho avuto l’opportunità di fare uno stage a Greenpeace e di conoscere quindi di persona Federica e gli altri membri dell’uffico italiano dell’organizzazione ambientalista. Da tutti loro ho imparato tanto, ho potuto verificare la loro professionalità e allo stesso tempo la loro passione per una causa in cui anche io credo molto. Condivido pienamente il consiglio di Federica per chi volesse entrare in una organizzazione ambientalista di farsi conoscere attravesro un’attività di volontariato , uno stage ecc… di studiare moltissimo e tenersi costantemente aggiornati, in modo da farsi trovare pronti nel momento in cui si dovesse presentare un’opportunità.