Intervista a Monica Questioli: Responsabile Comunicazione di IBO Italia

pubblicato giovedì 1 maggio 2008 da Gianni Solfrini

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Pazienza, capacità di lavoro in gruppo, capacità di negoziazione, capacità di ascolto e molta attenzione per le persone in generale…ecco i suggerimenti di Monica Questioli!

Che lavoro fa e dove?

Mi occupo di comunicazione e raccolta fondi per IBO Italia, organizzazione non governativa di Ferrara.

Cosa le piace di più del suo lavoro?

Del mio lavoro, mi piace l’aspetto umano, ma anche tecnico e creativo. Presso la nostra organizzazione, viene valorizzata l’iniziativa e se lavori nell’ambito della comunicazione puoi esprimerti al mille per mille. Il lavoro di gruppo rappresenta uno dei punti di forza del mio ruolo, ma anche una delle modalità operative in assoluto più importanti dell’associazione.

Inoltre grazie al mio lavoro conosco sempre gente nuova e questo per me è fondamentale (sia per me che per il mio ruolo professionale).

Cosa le piace meno del suo lavoro?

Alcune volte lo stipendio. Ma poi la qualità della vita lavorativa e di conseguenza generale è talmente alta che poi l’aspetto economico passa in secondo piano. In realtà poi, non va così male perchè comunque abbiamo dei seri contratti a tempo inderminato, full time.

Mi può raccontare la sua storia professionale e come è

arrivata all’attuale posizione di lavoro?

Dopo un master in risorse umane, e dopo aver lavorato come impiegata presso l’ufficio comunicazione di una ditta di moda, ho deciso di cambiare e di lavorare nel non profit. Ho inviato vari cv e alla fine il direttore di IBO Italia mi ha contattata. Ho iniziato tramite stage.

All’IBO non c’era un ufficio stampa e pubbliche relazioni, quindi ho deciso di prendere spunto dall’esperienza vissuta presso l’azienda di moda e di “portare” in associazione l’idea dell’ufficio stampa. Idea che ha funzionato perchè ora esiste in associazione un ufficio stampa a tutti gli effetti.

Dopo lo stage, sono stata assunta part time e ora sono full time .

Che qualità personali e che carattere bisogna possedere

per svolgere la sua professione?

Pazienza, capacità di lavoro in gruppo, capacità di negoziazione, capacità di ascolto e molta attenzione per le persone in generale.

Che consigli darebbe ad una persona che vuole svolgere la

sua professione?

Formarsi dal punto di vista tecnico e soprattutto mettersi in gioco, cercando contatti con associazioni, soprattutto sfruttando l’esperienza del servizio civile. Grazie ai 12 mesi di esperienza si riesce a capire bene come si sta nell’organizzazione e l’organizzazione stessa se riconosce la validità di una persona è pronta ad assumere.

E’ il canale in assoluto più efficace per poter avvicinarsi al mondo delle ong e avere la possibilità di rimanerci.

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