Il nonprofit possiede una caratteristica che produce nei collaboratori, rispetto al profit, più motivazione e capacità propositiva: la buona causa.
Tuttavia, la naturale finalità etica dell’azienda nonprofit non è sufficiente per garantire un contributo attento, scrupoloso, propositivo e creativo da parte di tutti i collaboratori. L’attenzione a corrette politiche di gestione e valorizzazione dei collaboratori è un elemento essenziale affinchè la spinta motivazionale derivante dalla partecipazione a scopi altrusitici non lasci spazio ad un agire abitudianario e di routine.
Per innestare spirito d’iniziativa e responsabilizzazione è necessario, prima di tutto, creare un “buon rapporto” (sereno, basato sulla fiducia reciproca).
Per creare uno stato di rapport (concetto introdotto dalla Programmazione Neuro-Linguistica), cioè una relazione segnata dall’accordo, dall’intesa e dalla cooperazione, è possibile ricorrere alla tecnica del ricalco.
La logica che sottostà al ricalco è semplice: alle persone piacciono persone a loro simili; se io so essere o diventare come l’altra persona, allora le piacerò; se le piacerò, allora l’altra persona vorrà essere d’accordo con me (stato di rapport).
Cosa si intende quando si parla di ricalcare l’altro in modo tale da ottenere la sua attenzione e cooperazione? Ricalcalre l’altro significa letteralmente copiare l’altro in un contesto di relazione faccia a faccia (o telefonico). Se si vuole ottenere cooperazione è possibile copiare la comunicazione verbale, paraverbale e non-verbale del nostro interlocutore (fornendogli dei segnali di somiglianza).
E’ possibile ricalcare l’umore/lo stato d’animo, il linguaggio corporeo (postura, posizione della testa, gestualità, …), gli schemi di conversazione (velocità, tonalità, volume, parole, frasi, immagini, …), convinzioni/opinioni/meccanismi che orientano il comportamento, la respirazione, …
Maggiori modalità di ricalco si è in grado di gestire, maggiori sono le opportunità di creare uno stato di rapport.

