Canali di ricerca di lavoro e nonprofit: parliamone!!!

pubblicato venerdì 24 ottobre 2008 da Gianni Solfrini

PARLACI DI TE!

Come si trova lavoro nel nonprofit? Quali sono i canali solitamente usati per inserirsi nel Terzo Settore?

In Italia, appare ancora evidente il massiccio ricorso, da parte delle organizzazioni, al passaparola (o network di relazioni) come modalità di reclutamento di personale. Sembra evidente (pur mancando lavori di ricerca sul tema), nel nonprofit, il prioritario ricorco alla rete di conoscenze da parte del referente organizzativo con potere di assunzione.

Molte organizzazioni di medie/grandi dimensioni pubblicano l’annuncio di lavoro sul proprio sito internet, così come praticamente tutte le aziende valutano le autocandidature (l’invio del curriculum vitae e della lettera di presentazione pur in assenza di una esplicita posizione vacante pubblicizzata).

Il nonprofit, dall’altra parte, sembra ignorare le Società di intermediazione (on line e “fisiche”) come modalità di ricerca di personale. Solo recentemente si possono notare annunci di lavoro di grandi organizzazioni nonprofit su quotidiani nazionali, così come un esiguo numero di aziende del Terzo Settore ricorre a siti di intermediazione domanda/offerta di lavoro on line.

Il tema “canali di reclutamento” del nonprofit italiano (salvo qualche timido tentativo di analisi) è pressochè sconosciuto.

Perchè non iniziare a parlare sul tema? Perchè non iniziare a capire come veramente il nonprofit cerca collaboratori? Perchè non “intuire” quali siano i migliori canali di accesso per un aspirante collaboratore-nonprofit?

Lo chiediamo a te!!! Se lavori nel nonprofit, come sei arrivato all’attuale posizione? Raccontaci la tua esperienza!!!

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7 Commenti

  1. b.cinzietta dice:

    lavoro in una ong dal 2003, il contatto iniziale è stato puramente casuale (tramite un conoscente in comune) – inizialmente ho chiesto loro informazioni per un’esperienza all’estero. Li ho tenuti informati sui miei progressi e, una volta rientrata dall’esperienza all’estero, mi sono ripresentata per raccontare come era andata e per fare un po’ di volontariato presso l’ong in questione; dopo qualche mese di frequenza (mezza giornata alla settimana) ho ricevuto la proposta di lavoro che ho accettato

  2. Gianni Solfrini dice:

    Grazie per la testimonianza!!! La storia di “cinzietta” ci aiuta a confermare delle tesi: 1) l’importanza delle “relazioni” (persone in grado di farci entrare in contatto con le organizzazioni); 2) l’importanza del volontariato (come fondamentale strumento per avvicinare il nonprofit, farsi conoscere, dimostrare il proprio valore e la propria passione e… farsi assumere!).

  3. ilaria.meglio dice:

    Lavoro in una onlus da alcuni mesi come addetta al marketing e comunicazione sociale e ci sono arrivata leggendo un’offerta pubblica di lavoro. Era affissa presso lo sportello “informagiovani” un servizio che il mio comune (Udine) mette a disposizione dei giovani anche per cercare lavoro. Quindi forse sono una voce un po’ fuori dal coro :-)

  4. Laura dice:

    Si, la rete di relazioni è essenziale. Invio candidature ad organizzazioni(medie e grandi) che hanno posizioni aperte in area fundraising, prevalentemente su Roma ma il buon esito devo ancora vederlo. Alcuni colloqui per ora, anche in grandi organizzazioni ma questo è il massimo ottenuto. Il mio canale di ricerca è per lo più Vita lavoro(i colloqui fatti sono tutti colegati a candidature inoltrate tramite Vita)ma butto un occhio in giro tra blog sul fundraising, portale di Aiccon e della Fund raising school. In bocca al lupo a me e a quanti cercano e si affannano per lavorare in Onp sufficentemente organizzate in grado di retribuirli!

  5. Gianni Solfrini dice:

    Laura dice proprio bene!!! Il far parte di un network di persone è fondamentale per entrare e permanere nel mercato del lavoro nonprofit!
    A questo si aggiunge anche che la stragrande maggioranza delle posizioni di impiego, nel nonprofit, non è comunicata attraverso nessun canale!!! Le opportunità di impiego sembrano sempre più nascoste (e diventano chiare col network di conoscenze).
    Aggiungo una ulteriore considerazione… Sembra sempre più evidente anche la necessità non tanto di candidarsi ad una organizzazione, quanto di conquistare un colloquio per far capire alla stessa organizzazione che ha un problema/potenziale non ancora emerso (“e io sono qua per questo!”). In sostanza, paga sempre più presentarsi alle piccole onp non come candidato, ma come persona in grado di portare valore (che può trasformarsi in retribuzione).

  6. Laura dice:

    Si Gianni, proporsi a piccole e medie Onp va bene, ma nella mia esperienza, se pur non lunghissima, le piccole e medie non investono davvero nella raccolta fondi(perlomeno nel mio territorio..). Non c’è un approccio sistematico rispetto alla raccolta fondi, è un qualcosa che si cura a tratti, nei momenti caldi legati a logiche di urgenza economica.Ora figurati, per lavorare nell’area progett./fund raising di una coop. sociale umbra ho una borsa lavoro finanziata dalla Regione….diversamente non mi avrebbero preso.
    Ecco perchè cerco di cambiare territorio e rivolgermi a organizzazioni più grandi, di rilievo nazionale…ma come appunto dici tu, lì serve la rete di conoscenze, anche solo per venire a conoscenza delle reali posizioni aperte.
    Poi non so, chi come me ha esperienza in piccole e medie Onp, pur con alle spalle una formazione specifica sui temi del fund raising e della CSR, forse non è benissimo valutato da grandi Onp che cercano i tecnici della tecnica, gli esperti di Mailing di vaste dimensioni e corporate fundraiser con i fiocchi..Hai consigli su come creare una rete di contatti che possa essermi utile per “svalicare” e guadagnare l’ingresso nell’Olimpo delle Onp(medie e grandi) che retribuiscono i loro addetti!!!

  7. Gianni Solfrini dice:

    Carissima Laura, fare network, a mio parere, vuole dire essere impegnati all’interno di una organizzazione (ad esempio, come nel tuo caso, con una borsa lavoro), ma avere bene in testa le 20-30 aziende da agganciare (le 20-30 organizzazioni dei “sogni”). Individuate le 20-30 onp, bisogna passare all’analisi degli strumenti di contatto più produttivi (che dipendono da azienda a azienda): fiera di settore, job meeting, workshop, eventi aziendali, … Chiaro…detto così sembra facile…ma penso che se una persona sta lavorando e, in aggiunta, “lavora” anche per entrare in queste organizzazioni, proprio questo secondo lavoro (sviluppo di “ponti”) è un investimento che dura mesi (anche un anno)… Sicuramente, l’importante è avere le idee chiare (dove voler andare) e… studiare sempre :)

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