Curriculum vitae: come scrivere le esperienze professionali

pubblicato mercoledì 19 novembre 2008 da Gianni Solfrini

I passati lavorativi devono essere redatti in linea con i propri obiettivi professionali, con le caratteristiche dell’azienda alla quale si sta scrivendo, con l’annuncio al quale si sta rispondendo.

Adattare (ma senza mai mentire!) le esperienze di lavoro alle esigenze del destinatario e alle proprie aspirazioni significa:

  • mostrare di aver già operato nel settore e nella funzione;
  • mostrare di possedere determinate attitudini e propensioni (competenze trasversali) che fanno intuire la capacità di poter operare nel settore e nella funzione.

Le esperienze professionali (che devono essere riportate dalla più recente alla più lontana) sono tutte le esperienze lavorative accumulate retribuite e non (soprattutto per i più giovani può essere importante inserire in tale settore, ad esempio, anche il servizio civile, gli stage ed i tirocini, i “lavoretti”). E’ chiaro che non tutte le informazioni contenute nel settore devono presentare lo stesso “peso specifico”. Bisogna decidere quale trascorso ha maggior rilevanza (ed è in grado maggiormente di valorizzare la candidatura) e fornirgli più spazio rispetto a esperienze poco significative (cioè dissonanti con le aspirazioni professionali, superflue per le necessità del destinatario della candidatura, prive di elementi ricercati da una inserzione di lavoro), che potrebbero, al limite, anche essere omesse. Nel riportare le esperienze professionali bisogna inserire:

  • periodo (sufficienti mese ed anno);     
  • datore di lavoro;  
  • città di lavoro (anche per far notare una ipotetica propensione a trasferimenti);       
  • titolo della posizione (il più altisonante possibile);       
  • le mansioni svolte;      
  • possibilmente i risultati conseguiti.
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