Intervista a Paolo Pezzati: Responsabile Ufficio Territoriale di Ucodep

pubblicato lunedì 24 novembre 2008 da Gianni Solfrini

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Studio, passione e ”visione”… Paolo Pezzati, di Ucodep, ci racconta la sua professione… e gli ingredienti di un percorso professionale… che è una vocazione! 

Che lavoro fa e dove?

Sono il Responsabile dell’Ufficio Territoriale di Ucodep.

Ucodep è una importante ONG toscana che opera in oltre 20 paesi nel mondo negli ambiti dello sviluppo agricolo, accesso all’acqua, diritto alla salute e all’istruzione.

Mi occupo di sviluppare il volontariato all’interno dell’associazione e di costituire gruppi territoriali in varie città d’Italia. Insomma mi occupo di volontariato a tutto tondo: strategia di diffusione territoriale, metodo di reclutamento, politica sullo “status” del volontario, programmazione attività.

Cosa le piace di più del suo lavoro?

Sicuramente la possibilità di conoscere molte persone. Si impara molto sulle dinamiche relazionali.

Un altro aspetto stimolante è quello che spesso si costruisce dal nulla e pian piano si vede attecchire il proprio lavoro in un territorio. Si stabiliscono rapporti forti tra persone che prima non si conoscevano, insomma la dimensione umana e relazionale finalmente svincolata da dinamiche economiche. Essere volontari e stare tra volontari fa bene alla salute!

Cosa le piace meno del suo lavoro?

Il prezzo da pagare in questo lavoro è che prende molto dal momento che si lavora spesso anche il dopo cena e notte e i week end. Sei 18 ore su 24 reperibile.

In più ci si trova nel mezzo tra necessità operative e obiettivi dell’associazione e passione, desideri e aspettative dei volontari che devi ascoltare e rispettare e a cui dar risposta. La sintesi tra queste due forze, che spesso non tirano dalla stessa parte, è difficile da trovare.

Mi può raccontare la sua storia professionale e come è arrivato all’attuale posizione?

Mi sono laureato in Scienze Politiche alla Sapienza. Una volta laureato sono partito per il Brasile come volontario per 5 mesi.

Una volta ritornato ho iniziato a collaborare con Ucodep sui progetti in Rep. Dominicana. Sono stato in missione nove mesi in Rep. Dominicana occupandomi di turismo responsabile e volontariato. Poi ho avuto la responsabilità di seguire un progetto di cooperazione decentrata sui temi dei rifiuti solidi urbani finanziato dalla Commissione Europea e di scriverne il seguito.

Dal 2006 mi occupo di volontariato. Per prima cosa mi sono preoccupato di dare una definizione condivisa all’interno dell’associazione, poi di capirne il possibile ruolo, infine di delineare una strategia a medio termine.

Ora, dal nulla, Ucodep ha più di 100 volontari e 10 gruppi territoriali.

Che qualità personali e che carattere bisogna possedere per svolgere la sua professione?

Credo che il mio sia un lavoro di ascolto. Bisogna riuscire a leggere le persone che si hanno di fronte, ascoltare le loro motivazioni e le loro aspettative. Allo stesso tempo occorre una buona capacità di leadership e visione strategica per garantire il raggiungimento degli obiettivi dell’associazione. La capacità di programmare è fondamentale per non cadere nel dilettantismo. E’ un lavoro nel quale bisogna essere un po’ visionari.

Che consigli darebbe ad una persona che vuole svolgere la sua professione?

Che aspetti a metter su famiglia!! A parte gli scherzi, direi di studiare i molti esempi su come si sviluppa il volontariato nelle associazioni ma poi di cercarne uno proprio. Avere tanta passione e di avere una visione a medio lungo periodo da perseguire e da trasmettere.

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