L’importanza di fare rete: Festival del FundRaising

pubblicato giovedì 11 dicembre 2008 da Gianni Solfrini

Lo strumento più importante per cercare lavoro (e permanere sul mercato) nel nonprofit è il passaparola.

Anche se gli altri canali di reclutamento possono fornire ottime possibilità (soprattutto se ci si rivolge a grandi organizzazioni, dotate di un presidio istituzionale Risorse Umane), in Italia la capacità di farsi conoscere (e di far circolare il proprio nome, ovviamente associato a buone competenze) è il canale preferenziale di accesso al Terzo Settore.

Sicuramente, le più importanti occasioni di contatto diretto con le aziende nonprofit sono le fiere di settore e i job meeting. In queste occasioni, non è sufficiente consegnare il proprio curriculum vitae al referente aziendale, bensì bisogna presentarsi faccia a faccia lanciando segnali di condivisione della causa, di interesse profondo per l’organizzazione, di preparazione su una specifica funzione aziendale.

Prepararsi ad una fiera di settore, quindi, significa:

  1. individuare, tra le organizzazioni partecipanti, quelle di interesse
  2. studiare l’organizzazione (investendo tempo ed energie nell’analisi del sito aziendale)
  3. costruire una breve presentazione (di qualche minuto) per l’incontro faccia a faccia, che dovrà “colpire” l’interlocutore (tanto da spingerlo a voler proseguire il breve incontro attraverso un colloquio maggiormente approfondito, che potrà avvenire nella sede dell’organizzazione)

Il più importante incontro per chi si occupa di FundRaising/Comunicazione è, senza dubbio, il Festival del FundRaising (che si terrà dal 7 al 9 maggio 2009).

Il Festival del FundRaising, che nasce allo scopo di condividere riflessioni, contenuti e proposte sul tema, consente di entrare in contatto sia con i relatori/referenti aziendali (visibili sul sito del Festival), sia con gli altri partecipanti al Festival (tra i quali compaiono operatori di importanti organizzazioni, con raggio d’azione locale, nazionale e internazionale).

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3 Commenti

  1. francesco dice:

    ciao gianni, ne ho parlato anche io sul sito fundraising.it, ho scritto una lettera ai fundraiser. Ho spiegato come effettivamente partecipare al festival è un po’ prendersi cura della propria professione. Spesso il fundraiser è lasciato in balia dell’imperativo “devi raccogliere fondi” senza curarsi della sua formazione. Il festival aiuta proprio in questo: fare rete + aggiornarsi + formazionec continua. L’articolo lo puoi leggere qui http://www.fundraising.it/2008/12/06/lettera-ad-un-fundraiser-per-natale/

  2. angelo galbusera dice:

    Ho sempre lavorato nel sociale, ora sono in pensione e faccio il volontario presso una cooperativa sociale della Brianza che si occupa prevalentemente di assistenza agli anziani ed ai disabili. Penso che il funraising sia importante non solo per quanto si raccoglie, ma anche per la conoscenza di altre realtà, per creare sinergia, immagine, opportunità di rete. Noi, pur essendo una cooperativa di una certa consistenza, non abbiamo un fundraiser. Siamo molto interessati a conoscere esperienze significative nel settore.
    Grazie. Angelo

  3. Gianni Solfrini dice:

    Gentile Angelo,
    sicuramente, per un primo approccio alle dinamiche del fund raising, è possibile iscriversi al sito http://www.fundraising.it.
    Il sito offre informazioni su casi e storie della raccolta fondi. Ritengo molto utili anche le brevi guide (tra le quali una relativa proprio al fund raising).

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