Vuoi lavorare in COOPI? Guarda le posizioni di lavoro!!!
Risorse Umane: funzione strategica per l’organizzazione!!!
Chi si occupa di Risorse Umane sa quanto possa essere vario e stimolante reclutare, motivare, formare, valutare… far crescere persone!
Alessandro Ponti, Responsabile Risorse Umane di COOPI, parla della sua professione e della sua organizzazione.
Che lavoro fa e dove?
Sono il responsabile delle Risorse Umane di COOPI- Cooperazione Internazionale e svolgo la mia professione presso la sede centrale dell’Organizzazione a Milano.
Ci descrive l’Organizzazione in cui lavora?
Posso descriverla in maniera schematica, per punti, ma inviterei gli interessati a consultare anche il nostro sito www.coopi.org per avere maggiori informazioni:
COOPI – è una Organizzazione non governativa (ONG), legalmente riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, secondo la L. 49/1987. Nata a Milano nel 1965, è presieduta tutt’ora da padre Vincenzo Barbieri, che ne ha mantenuto sin dall’inizio il carattere laico e indipendente.
Opera in 22 paesi del mondo, in particolare in Africa, America latina e Medio oriente. Nell’ordine, si tratta di Repubblica Democratica del Congo, Ciad, Somalia, Repubblica Centrafricana, Etiopia, Uganda, Malawi, Sudan e Darfur, Ecuador, Bolivia, Perù, Mozambico, Marocco, Kenya, Colombia, Senegal, Paraguay, Palestina, Sierra Leone, Guatemala, Camerun.
Porta avanti progetti che coprono più settori in modo integrato e sinergico: agricoltura, formazione, salute, acqua e igiene, servizi socio-economici, assistenza umanitaria, diritti umani e società civile, migrazione: queste le otto categorie a cui si possono ricondurre le iniziative della ONG.
Lavora da sempre su due campi contemporaneamente: l’emergenza e lo sviluppo. Supporta, cioè, le popolazioni colpite da catastrofi naturali e da conflitti armati e si adopera per innescare lo sviluppo civile, economico e sociale dei popoli più vulnerabili del pianeta.
Agisce anche in Italia, attraverso una diffusa opera di sensibilizzazione sulle tematiche della povertà, della guerra, della pace, dei diritti, della solidarietà. Il tutto grazie all’impegno dei volontari, organizzati su base locale e al lancio di campagne di comunicazione ad hoc.
COOPI inoltre si occupa dal 2004 di “sostegno a distanza”. Ad oggi sono circa 2.000 i bambini a cui vengono garantiti ogni giorno cibo, acqua, salute, istruzione e sicurezza. Essi abitano in Etiopia, Perù, Repubblica Centrafricana, Senegal, Sierra Leone ed Uganda.
COOPI è tra le più grandi ONG italiane quanto a fatturato: nel 2007, ha messo a bilancio 40 milioni di euro, provenienti prevalentemente da autorevoli fonti istituzionali e da più di 15.000 donatori privati. Tra i principali finanziatori spicca ECHO, il Dipartimento della Commissione Europea per l’aiuto umanitario, che trova in COOPI il primo partner in Italia ed il terzo in Europa.
COOPI ama definirsi una “ONG del fare”: da Milano ad ogni parte del mondo, mette in campo professionisti italiani, europei e locali in grado di pianificare interventi di grande impatto e rilevanza. Dal 1965 ad oggi, ha raggiunto 50 paesi, realizzato 700 progetti di sviluppo ed emergenza, coinvolto 50.000 operatori locali, assicurando un beneficio diretto a 60.000.000 di persone.
Ci può spiegare meglio la sua professione?
Quello che tentiamo di fare come settore Risorse Umane è principalmente garantire la disponibilità di persone competenti, motivate, fidelizzate e coerenti con i valori e la cultura di COOPI sviluppando e realizzando piani di reclutamento/di rotazione del personale, definendo e portando avanti organici interventi di formazione/sviluppo/valutazione ed un coerente sistema retributivo, curando in modo particolare il rispetto dei principi di equità e di trasparenza nella gestione delle persone che collaborano con noi.
Pianifichiamo in accordo con i vari settori e la Direzione i fabbisogni di persone in termini di competenze e numero, sviluppando ed attuando un processo organico di reclutamento e selezione.
Aggiorniamo le politiche retributive e di trattamento normativo in coerenza con la realtà del mercato della cooperazione, in maniera tale che possa essere riconosciuto il contributo dato dai singoli.
Sviluppiamo attività ed iniziative atte a garantire corrette relazioni con il personale a tutti i livelli in coerenza con le specificità della nostra ONG.
Supportiamo la Direzione nella gestione dello sviluppo organizzativo di COOPI, monitorando le problematiche che via via si presentano e proponiamo interventi/adeguamenti ove necessario.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
Il fatto che non ci si annoia mai…. perché è molto vario e stimolante. Mi piace pensare che tutto ciò che facciamo può portare a ricadute positive, in primis con chi collabora con noi, ma anche, di riflesso ai nostri beneficiari nei progetti.
Puntiamo sempre piu’ come Organizzazione alla ricerca del benessere lavorativo, poiché come è esplicitato anche nella nostra mission:
“COOPI vuole contribuire, attraverso l’impegno, la motivazione, la determinazione e la professionalità delle sue persone, al processo di lotta alla povertà e di crescita delle comunità con le quali coopera nel mondo, intervenendo in situazioni di emergenza, di ricostruzione e di sviluppo, per ottenere un miglior equilibrio tra il nord ed il sud del pianeta, tra aree sviluppate ed aree depresse o in via di sviluppo”.
Cosa le piace meno del suo lavoro?
Il fatto che richieda molte energie e che a volte nonostante i tuoi sforzi ci siano moltissime altre cose che avresti dovuto fare….
Mi può raccontare la sua storia professionale e come è arrivato alla sua attuale posizione?
Ho svolto per alcuni anni la professione di psicologo clinico e di comunità, poi è arrivata l’occasione di partire per l’estero e fare un’esperienza diversa nel campo della cooperazione, che allora non conoscevo.
Ho lavorato su progetti in Albania, Kossovo e Marocco per circa sei anni, collaborando con delle ONG italiane e per l’UNICEF.
Poi ho lasciato il complesso sistema delle Nazioni Unite per rientrare in Italia nel 2006. Qui ho incontrato COOPI e dopo essermi occupato per più di un anno di un progetto specifico, mi è stato proposto di creare il settore Risorse Umane dell’Organizzazione.
Quali qualità personali e che carattere bisogna possedere per svolgere la sua professione?
Pazienza, diplomazia, costanza, coraggio e voglia di intraprendere sfide difficili ma entusiasmanti.
Che consigli darebbe ad una persona che vuole svolgere la sua professione?
Consiglierei di maturare una buona esperienza sul campo, nei progetti di cooperazione e di avere un solido bagaglio professionale alle spalle con competenze specifiche nell’ambito delle risorse umane. E’ un mestiere che non s’improvvisa ed è molto delicato.

