Preparazione e costante volontà di valorizzare le competenze e le capacità delle persone.
Sono questi, secondo Andrea Brizzolari (oggi in Redazione), gli elementi indispensabili per coordinare una cooperativa sociale.
Che lavoro fa e dove?
Lavoro a Milano presso la cooperativa di solidarietà sociale Il Fontanile, dove mi occupo del coordinamento generale delle attività della cooperativa.
Ci descrive l’organizzazione in cui lavora?
Il Fontanile è una cooperativa di solidarietà sociale che opera a Milano. E’ un organizzazione medio – piccola, con 35 dipendenti, 20 collaboratori e altrettanti volontari. Con le nostre attività cerchiamo di dare risposte ai bisogni di cura e assistenza di persone con disabilità intellettiva.
Ci può spiegare meglio la sua professione? In cosa consiste?
Questa domanda me la pongono spesso i miei figli, quando a scuola devono raccontare il lavoro dei loro genitori e non sempre so dare una risposta precisa. Mi piace definirmi un cooperatore sociale, ovvero una persona che attraverso la cooperazione sociale cerca di dare risposte concrete ai bisogni di persone in situazioni di fragilità sociale. All’interno della cooperativa ricopro un ruolo gestionale. Ho la responsabilità di assicurare la corretta gestione della cooperativa, avvalendomi della collaborazione delle persone che lavorano in cooperativa.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
Due cose soprattutto: la possibilità di costruire un vero patrimonio di relazioni umane con le tante persone che ruotano intorno alla attività cooperativa: collaboratori , soci, le famiglie e le persone con disabilità; la possibilità di intraprendere socialmente per sperimentare nuove attività e nuovi servizi.
Cosa le piace meno del suo lavoro?
Gli orari di lavoro molto impegnativi e la fatica di ritagliarsi degli spazi per curare dei progetti che vorrei sviluppare per la cooperativa. Le mie giornate lavorative sono dedicate ad ascoltare e coordinare tutte le persone che entrano in relazione con le attività della cooperativa.
Mi può raccontare la sua storia professionale e come è arrivato all’attuale posizione?
Mi sono laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla storia del volontariato in Italia. Ho iniziato a collaborare con diverse realtà nonprofit su progetti di formazione e inserimento lavorativo in favore di ragazzi in difficoltà, maturando così competenze e capacità di gestione e realizzazione di progetti. Questo mi ha permesso di inserirmi in un circuito di cooperative sociali della provincia di Milano e di giungere poi a collaborare con la cooperativa Il Fontanile. Durante la mia attività lavorativa ho continuato a curare la mia formazione frequentando un Corso di aggiornamento in gestione e organizzazione delle organizzazioni nonprofit all’Università Bocconi e successivamente partecipando al Master in Fundraising presso l’Università di Bologna.
Che qualità personali e che carattere bisogna possedere per svolgere la sua professione?
Capacità di ascolto, pazienza, unita ad una profonda determinazione a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sociale dell’organizzazione. Affronto le mie giornate di lavoro con una regola ben precisa, valorizzare le competenze e le capacità delle persone che lavorano in cooperativa. Non è facile, ma penso sia importante per creare una buona squadra.
Che consigli darebbe ad una persona che vuole svolgere la sua professione?
Due consigli semplici e banali: possedere una buona preparazione ed essere disponibile a fare la classica gavetta, accettando all’inizio di partire anche dai ruoli più semplici.
Se un persona sceglie di lavorare nel nonprofit ritengo che abbia il dover di essere ben preparata professionalmente. Il non profit risponde a bisogni importanti e per questo motivo chi opera in questo settore deve avere una cassetta degli attrezzi ben fornita.

