Premesse prima di iniziare il reclutamento volontari

pubblicato martedì 16 marzo 2010 da Gianni Solfrini

Ancor prima di iniziare il reclutamento di volontari, è bene prestare attenzione ad alcuni accorgimenti.
Una prima considerazione riguarda l’immagine dell’organizzazione. In sostanza, è bene l’azienda nonprofit si doti sempre di volontari, in quanto la presenza di volontari rende maggiormente “credibile”, all’esterno, l’organizzazione. Per quanto concerne la funzione fundraising, il volontario appare, all’esterno, come potente strumento di accreditamento dell’organizzazione. A queste riflessioni si può aggiungere l’importanza strategica che riveste il volontario nel people raising (ricerca di volontari): è chiaro che la presenza di volontari aumenta i risultati di una buona ricerca di altro personale volontario (considerando anche che il volontario può essere il protagonista, attraverso il proprio network di conoscenze, della ricerca di altri volontari).
La presenza del volontario, quindi, risulta sempre utile all’organizzazione, in quanto migliora l’immagine dell’azienda all’esterno e interviene positivamente nel fundraising e nel people raising.
Oltre al contributo all’immagine aziendale, è bene porre attenzione, prima di attivare il reclutamento volontari, ad altri accorgimenti che interessano specificatamente le singole tappe del percorso di ricerca e inserimento volontari.
Per prima cosa, possiamo riflettere su quali compiti poter assegnare al volontario. Al volontario non vanno attribuiti solo compiti marginali e ripetitivi (considerando, comunque, che queste attribuzioni soffrono di soggettività). Il volontario può svolgere qualsiasi lavoro, anche di forte responsabilità, purché sia ben disegnato il ruolo all’interno dell’organigramma. Ovviamente, sono da evitare tutte le operazioni di inserimento di un volontario evidentemente sostitutivo di un rapporto di lavoro retribuito.
Per quanto concerne la tappa del reclutamento volontari inerente la comunicazione della posizione vacante, è possibile sostenere l’inutilità della ricerca esterna se l’organizzazione non gode di una buona reputazione all’esterno. Ancor prima di entrare nel vivo del reclutamento (con la scelta dei canali e del messaggio), se si ritiene che l’ambiente non veda di buon occhio l’organizzazione, si dovrà procedere ad una buona strategia comunicativa aziendale.
Anche se il reclutamento volontario è andato a buon fine, il rischio è quello di perdere, in breve tempo, il volontario (che abbandona rapidamente l’organizzazione). L’abbandono prematuro da parte del volontario può essere l’effetto di una evidente imprecisione nella strategia di reclutamento. Fin troppo spesso le organizzazioni cercano volontari, senza domandarsi per quali compiti e senza interrogarsi sul profilo del volontario ideale. Una importante causa della prematura interruzione del rapporto di collaborazione volontaria deve essere rintracciata nell’assenza di un chiaro organigramma e, di conseguenza, nell’assenza di una job description del volontario. Sia chiaro: la job description deve contenere anche i benefit (materiali e immateriali). Se il volontario non viene gratificato (premiato/ringraziato) attraverso i benefit (che devono essere precedentemente individuati, nella fase di anali del lavoro), si corre il rischio di un abbassamento della motivazione.

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